Come consuetudine siamo giunti al momento più attesto da tutti: allievi, famiglie ed insegnanti. É arrivato il momento del Saggio di fine anno, dove tutti, indipendentemente dal ruolo, si ritroveranno a condividere momenti intensi che aggiungeranno un altro capitolo alla nostra storia.

I nostri allievi si esibiranno sul palco danzando tra le righe e gli spazi del pentagramma e tra le corde ed i tasti dei loro strumenti, sprigionando note ormai loro, studiate, sbagliate e ripetute centinaia di volte durante le lezioni dell’ anno scolastico.

Il palcoscenico sarà il protagonista e con lui i nostri allievi, ma sotto i riflettori ci saremo tutti, perchè non esiste esibizione senza pubblico, sarà una serata intensa di emozioni come solo la musica riesce a trasmettere.

I nostri allievi si sono impegnati tutto l’anno ed in questi giorni si respira tra le aule la voglia di condividere con tutti i progressi fatti. Noi insegnanti sappiamo bene quanto ci tengono ed i sacrifici che hanno fatto per arrivare a questo giorno, siamo certi che anche voi ve ne siete fatti un’idea, tutte quelle ore passate sullo strumento a casa a provare e riprovare.

Per la nostra scuola il saggio non è e non sarà mai un punto di arrivo o giudizio, tanto meno un’esibizione fine a se stessa, ma bensì l’opportunità di imparare attraverso il linguaggio della musica a trasmettere e provare emozioni che per gli allievi saranno indelebili. Emozioni forti, intense ed uniche, perchè ogni volta è diversa da quella prima come quelle che tutt’oggi proviamo noi insegnanti ripensando ai nostri primi saggi, vivendole da professionisti nei vari teatri. Quelle emozioni che sono state, sono e saranno per noi una ragione di vita e che cerchiamo di trasmettere ai nostri piccoli musicisti.

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