Per la serie la musica non va mai in vacanza, e non conosce il caldo aggiungo io, ho fatto due chiacchiere con il mio collega clarinettista Mario De Meo nell’Aula del Conservatorio di musica di Latina, lo scopo di questa chiacchierata era quello di confrontarmi con lui sulle scelte fatte a livello musicale.

Da questi scambi di idee vogliamo sviscerare un po’ le caratteristiche della musica classica, una concezione ed un approccio che cerchiamo di dare ai nostri alunni allo scopo di dargli i migliori strumenti didattici per un futuro musicale senza lacune, al contrario di tanti autodidatti o musicisti senza conoscenze teoriche che di fronte a progetti nuovi o più complessi si trovano disorientati.

Mario sostiene, con il nostro pieno appoggio, che la musica classica sia la più formativa, citando addirittura diversi studi pedagogici che la vedono funzionale allo sviluppo cognitivo, difatti grazie alla correlazione dei nostri gesti con i nostri sensi riusciamo a svilupparci meglio ed in modo più equilibrato.

Alla domanda sulla scelta di questo metodo di studio risponde: “Ci permette di avere delle solide basi, dandoci modo di scegliere poi il nostro percorso avendo le piene facoltà per poter suonare qualsiasi genere musicale” è l’unico metodo efficace per formare un vero musicista, qualsiasi sia lo strumento scelto.

Teniamo entrambi particolarmente a questo argomento perché la musica classica sta sparendo sempre di più, sia dalle aule che dagli ascolti in generale come radio o televisione.

Non parliamo solo del suonarla, anche ascoltarla aiuta molto, per via delle sue melodie molto emozionali e tipicamente occidentali, viene spesso usata infatti nelle colonne sonore, perché si presta ad enfatizzare la rabbia o la gioia, la serenità o l’ansia, donando alla scena oppure il film in questione, il giusto sottofondo musicale.

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