Qualcuno pensa che intonati si nasce e basta, non c’è possibilità di diventarlo, ma si sbaglia.

Certo ci sono persone che nascono con una naturale predisposizione e con orecchio musicale, quindi non faticano affatto a cantare intonati, a memorizzare delle melodie e a ricantarle, il loro orecchio dice loro cosa è giusto e cosa no. Infatti è tutta una questione di orecchio! Ma procediamo con ordine.

Innanzitutto bisogna fare una distinzione tra “stonati”. Già, non tutti hanno problemi di intonazione per le stesse ragioni:

Ci sono quelli che hanno appunto “problemi di orecchio”, quindi non percepiscono correttamente il suono e mancano di coordinazione orecchio (cervello)-voce__, perciò mancano di controllo sia sotto il profilo percettivo sia sotto quello esecutivo.

Quelli che percepiscono correttamente il suono, ma non riescono a tradurlo con la voce perché mancano di tecnica, non riescono quindi a controllare la propria voce e farle fare ciò che pensano. 

Oppure quelle persone che, non conoscendo il potenziale della propria voce, non la tirano fuori, non osano, accennano timidamente qualche nota con la costante paura di essere ascoltati o di sbagliare. Così si convincono di essere stonati, ma basterebbe solo un po’ di controllo in più e fregarsene dei commenti altrui che spesso arrivano senza una vera ragione.

Per ognuno di questi casi la soluzione è sempre una: acquisire sicurezza.
Per farlo bisogna allenarsi, allenare l’orecchio e allenare la voce: più sicuri si è delle proprie capacità e della propria tecnica, più si è sicuri anche sotto il profilo psicologico. E’ un po’ come affrontare un’interrogazione senza aver studiato e affrontarla conoscendo perfettamente l’argomento e presentandosi preparati. E’ chiaro che ci sarà comunque un po’ di agitazione, ma se si conosce la materia non si rischia un salto nel buio.

La prima regola è imparare ad ascoltare e non parlo solo di musica, ma di ascoltare ogni suono, ogni rumore che ci circonda con la giusta attenzione. Ogni suono può essere ricondotto alla musica e ogni suono ha delle caratteristiche ben precise: di timbro, altezza e ritmo.

Un esempio semplicissimo: alza la cornetta del telefono di casa e ascolta il “tut-tut” del segnale libero. Bè, quel segnale è una nota che si ripete con una frequenza ben precisa ed è su una determinata altezza, riesci a riprodurlo con la voce? Ti sembrerà banale, ma si può allenare l’orecchio ovunque ci sia suono, in qualsiasi momento, basta concentrarsi e analizzare il suono in questione e cercare di capirlo, memorizzarlo e riprodurlo.

La prima attività musicale è proprio quella di ascoltare e ascoltare in maniera attiva, non lasciare che la musica e i suoni intorno a te restino un sottofondo, allenati a distinguerli, a riconoscerli a studiarli. Impara ad ascoltare il mondo con l’orecchio di un musicista. Ricorda naturalmente che per diventare intonato non basta un giorno, ogni abilità si impara col tempo e con la costanza e ricorda soprattutto che gli unici limiti possibili sono quelli che ci poniamo noi stessi.

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